I numeri che riguardano il lavoro non sono clementi con l’Abruzzo. I dati Istat dicono che nel secondo trimestre 2009, l’Abruzzo ha perso 31mila posti di lavoro. Oltre il 5% del totale dei nuovi disoccupati in Italia è residente in Abruzzo. E non è tutta colpa del terremoto de L’Aquila del 6 Aprile scorso, il segno fortemente negativo dei dati occupazionali, visto che, come si legge nel rapporto Istat, “il numero sia degli occupati sia dei disoccupati residenti nel comune de L’Aquila rappresenta solo il 6,2 e l’8,3 per cento di quelli della regione Abruzzo”.
Semmai invece, altri sono gli effetti collaterali della gestione post terremoto. I lavori sono svolti a ritmi pressoché disumani, per una ricostruzione in tempi da record, utile finora solo alla propaganda governativa.
Così, mentre si perde occupazione, a L’Aquila si lavora anche tredici ore al giorno in condizioni assolutamente precarie, con grossi rischi infortunistici. E questa preoccupazione non è solo mia (che conta come il due di bastoni e qui la briscola, si sa, è denari), ma anche del direttore dell’Inail abruzzese, anche perchè gravi incidenti (pressoché sottaciuti) si sono già verificati.
Preoccupazione aggravata da una situazione infortunistica abruzzese già drammatica. Infatti, l’ultimo rapporto Inail fa registrare per la nostra regione una riduzione del 3,9 per cento del totale infortuni, ma un incremento di oltre il 30% degli infortuni mortali, di cui quasi la metà nella provincia di Chieti. Un’ecatombe!
Una vera e propria strage che può dare anche la conferma di come quei dati citati finora siano collegati tra loro da un filo conduttore. Certamente non si tratta di una unione biunivoca. Ma è innegabile che le condizioni di lavoro, troppo spesso già precarie in situazioni generalmente ordinarie, peggiorino nei tempi di crisi, durante i quali il posto di lavoro può essere usato come un ricatto, e che troppo spesso viene accettato con la rassegnata espressione secondo la quale “di questi tempi bisogna accontentarsi di quello che c’è” e che “almeno tu un lavoro ce l’hai”. Già, ma fino a quando?
Carmine Tomeo
Per saperne di più:
www.rassegna.it/articoli/2009/07/07/49468/terremoto-fillea-abruzzo-incidenti-in-cantieri-ricostruzione
www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/sisma-aquila-9/cronaca-24apr/cronaca-24apr.html
www.inail.it/repository/ContentManagement/information/N1397020134/ABRUZZO%202007-2008.pdf



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