Respinto! Rinviato alle Camere. Il disegno di legge (DDL) n.1167-B con il quale il centrodestra sta tentando di aggirare l’art.18 dello Statuto dei Lavoratori e di mortificare il diritto del lavoro, è sospetto di incostituzionalità ed il Presidente Napolitano lo ha rinviato in Parlamento.
È un atto importante, quello del Presidente della Repubblica, specie in considerazione del fatto che Napolitano, da quando è in carica, non ha mai respinto una legge. Ed è importante per le perplessità avanzate da Napolitano, proprio sull’arbitrato, la parte più contestata dal mondo del lavoro, dai giuristi e dai sindacati che non si sono abbandonati alle sirene padronali.

Contro i lavoratori, contro l’economia, contro il buon senso e, anche secondo il Pres. Napolitano, contro la Costituzione.
Il DDL respinto, infatti, prevede la praticamente coatta possibilità per il lavoratore, di rinunciare preventivamente a ricorrere ad un giudice in caso di controversie con l’azienda, prevedendo direttamente sul contratto di lavoro ed a priori su ogni altra considerazione, la scelta di ricorrere, in caso controversie, anziché al magistrato ad un collegio arbitrale, quest’ultimo chiamato a decidere non in base alla legge, ma secondo discrezionali principi di equità. Per il lavoratore sarebbe una scelta obbligata dai rapporti di forza, dove il lavoratore è parte debole rispetto al datore di lavoro, specie nel momento di firma di un contratto di lavoro.
Sappiamo bene che se il testo del DDL dovesse essere riapprovato in Parlamento così com’è, il Capo dello Stato sarebbe costretto a promulgare la Legge. E sappiamo bene che questa destra, se dovesse modificare il DDL, lo farebbe semplicemente edulcorando il provvedimento, così da mantenerne uguale la sostanza e evitando al contempo scontri istituzionali.
Per questo c’è da augurarsi che l’opposizione parlamentare assolva al suo compito, come non ha fatto in questi due anni che il DDL è rimbalzato tra Camera e Senato. Ed è auspicabile che Cgil e sindacati di base mettano in moto una mobilitazione generalizzata e di massa, facendo fronte comune per lanciare un forte segnale alla politica


