Finalmente, dopo cinque anni di polemiche, l’Agenzia italiana per il farmaco ha permesso l’immissione della pillola abortiva (RU486) sul mercato italiano.
In questo modo le donne che hanno intenzione di abortire nelle prime settimane di gravidanza, potranno scegliere tra aborto chirurgico e aborto farmacologico, come già avviene in molti altri paesi, di cui 11 europei.
La cosiddetta pillola abortiva potrà essere somministrata solo in ambito ospedaliero e con obbligo di ricovero “dal momento dell’assunzione del farmaco sino alla certezza dell’avvenuta interruzione della gravidanza”.
A differenza degli altri paesi europei questo nuovo trattamento in Italia potrà essere somministrato alla paziente entro la settima settimana di gravidanza, a fronte della nona prevista in Francia, Germania e Inghilterra.
Subito dopo l’approvazione dell’Aifa alla RU486 i neo eletti governatori Leghisti di Veneto e Piemonte hanno espresso la loro contrarietà dichiarando che nelle loro regioni la pillola sarebbe rimasta nei magazzini e non sarebbe stata distribuita negli ospedali.
Cota e Zaia nel loro delirio populista hanno dimenticato che in Italia esiste già dal ‘78 una legge, la 194, che regolamenta l’aborto, e che loro in qualità di Governatori non hanno nessun diritto di andare contro questa legge.
In questo caso non si tratta di discutere di aborto, di stabilire se sia più importante il diritto alla vita o il diritto della donna di autodeterminare le proprie scelte, in questo caso si sta parlando di diritto alla salute, di diritto a ricevere la cura migliore, meno pericolosa e meno invasiva.
E’ questo diritto che gli “imperatori” leghisti tentano di scavalcare, mettendo la donna di fronte all’impossibilità di scegliere la cura migliore.
Come donna, mi sento offesa da queste dichiarazioni, ma niente affatto stupita perchè questa è la piega che sta prendendo il nostro paese, e ancor più grave mi sembra il fatto che il Ministro alle Pari Opportunità Mara Carfagna non abbia battuto ciglio a queste dichiarazioni.
Oggi non siamo soltanto alle solite scomposte esternazioni di laici devoti e devoti integralisti.
Oggi siamo nel pieno di un contesto dominato da Berlusconi e dal berlusconismo, dalla Lega di Bossi e dal leghismo, cioè in un contesto segnato dall’idea che chi governa possa governare infischiandosene di tutto.
E possa scambiare sesso e potere mentre straparla di santa famiglia. Leggi, regole, competenze, istituzioni di garanzia e dispositivi di democrazia: nulla più vale
Maria Perrone Capano


